Dalla diffidenza iniziale alla curiosità strategica
Ogni innovazione dirompente genera inizialmente interrogativi e scetticismo. Come evidenziato da Mattia Croatti, l’intelligenza artificiale non ha fatto eccezione:
«Indubbiamente c’è sempre diffidenza quando c’è una nuova tecnologia, e così lo è stato per l’intelligenza artificiale. In una prima fase si pensava che fosse qualcosa di lontano, qualcosa di complesso, accessibile solo ai grandi gruppi.»
Con il passare del tempo, tuttavia, l’approccio del mercato è cambiato radicalmente, trasformando lo scetticismo in una spinta propositiva:
«Oggi questa diffidenza ha lasciato spazio alla curiosità, la curiosità di scoprire come lavorare meglio, come ottimizzare i processi e portare le persone a esprimere tutto il loro valore aggiunto all’interno delle organizzazioni.»
Tradurre l'AI in progetti concreti di crescita
Il focus si sposta ora dalla teoria all’operatività quotidiana. A questo proposito, Andrea Rosa (Passepartout) e Mattia Croatti (BP Group) sottolineano come l’obiettivo sia trasformare le potenzialità dell’intelligenza artificiale in strumenti tangibili per le imprese e gli studi dei commercialisti:
«BP Group oggi, grazie al proprio ecosistema fatto di prodotti, di servizi, ma soprattutto di persone, ha l’obiettivo di trasformare l’intelligenza artificiale in progetti reali di crescita all’interno delle aziende e degli studi dei commercialisti.»
Un messaggio che si inserisce perfettamente nel cuore del Sumeet 2026, suddiviso nelle tre architetture di Consulenza, Impresa e Valore: un percorso ideato per dimostrare che l’intelligenza artificiale non sostituisce l’elemento umano, bensì libera tempo prezioso per concentrarsi su ciò che richiede reale esperienza e creatività.
Vuoi rivivere i momenti salienti della giornata? Leggi il racconto completo: Sumeet 2026: Architettura del Valore.



